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FMP
presenta
Regia Francesca Viscardi Leonetti
Stop. In the name of Love: L’Orso.
liberamente ispirato a L’Orso di Cechov dal 25 ottobre al 6 novembre 2011 ore 21.00 - Domenica ore 18.00 Teatro Sala Uno
Ne L’orso Popova e Smjrnov si incontrano. Si incontrano e non vogliono accorgersi di essersi incontrati.
Si prendono in giro, si urlano contro, si sfidano a duello. Travestiti
da orsi e vedovelle, i personaggi, i fatti, le parole succhiano
straziati e comici il desiderio di riconoscersi, ricominciare, gioire:
in nome dell’amore fermarsi.
Che significa per ognuno di noi fermarsi? Cosa è per noi proprio difficile, difficile, difficile lasciare andare?
I no hanno trasformato l’uomo in orso e il tradimento ha reso una vedovella guerriera del lutto.
Stop. In the name of love: L’Orso è un atto d’amore per l’entusiasmo cosciente.
L’entusiasmo è difficile, sembra sempre che ci possa sfuggire dalle
mani, ci fa uscire dal brodino tiepido del potrei cadere e solo
soffrire. ci rende responsabili: è lo sforzo che ogni giorno è
necessario fare per conservarlo.
Non vogliamo vedere che le cose potrebbero non andare come sempre… ma meglio…
Ruoli e interpreti
Elena Ivanovna Popova – Francesca Viscardi Leonetti, , Lucilla Diaz, Maria
Tona.
Grigorjj Stepanovic Smjrnov – Mattia Mor, Christian Vit, Tiziano Mariani.
Luka – Alessandro Ananasso
Bon Bon - Carla Manca
aiuto regia: Gianmarco Bellumori
al pianoforte: Luigi De Carolis
Visual: Officine d'arte
Joseph Lefevre, Christos Athonassopulos, Nils Astrologo, Chiara Tomarelli
Foto: Asim Ajdari
Collaborazione alla drammaturgia: Valeria Belardelli
Ufficio Stampa: Silvia Signorelli - signorellisilvia@libero.it
Info e prenotazioni:
TeatroSalaUno
Porta San Giovanni, 10 Roma 06 7009329
email: HYPERLINK "mailto:info@salauno.it"info@salauno.it web: HYPERLINK "http://www.salauno.it"http://www.salauno.it
www.FreeMistakeProject.com
Via Vestri, 18 – Roma 06.93939440 328.8189949
email: HYPERLINK "mailto:freemistakeproject@tiscali.it" freemistakeproject@tiscali.it
“Il cielo era proprio bianco. E’ un segno?
Pare che l’abbiano spazzato con una scopa.
E’ bianco, proprio.
Come un foglio di carta pulita.
Ma il vento non soffia. È troppo in alto per
sentirlo. In alto in alto, in soffitta, a fare
polvere ai mobili che ci sono lassù”
Il Perché di questo progetto di Francesca Viscardi Leonetti
Cosa c’è all’origine? Come sarebbero andate le cose altrimenti? Cosa
vuol dire “altrimenti” per chi non ha reagito altrimenti?... Quale
Colpa Divina ha sottratto i nostri eroi alla pace eterna, condannandoli
alle deformanti peregrinazioni nell’eterna quotidiana mancanza?
I
nostri personaggi della tragedia si trovano ad un punto di non ritorno.
Agiscono in un mondo in cui quel che gli dei comandano non va per
forza nella direzione di ciò che è giusto. Al contrario, il mondo di
Tennessee Williams è, come il nostro, un mondo in cui Dio è morto. Non
sono più gli dei a far vedere come bisogna vivere. Non c’è più un
rapporto verticale diretto tra l’uomo e la divinità. In ogni angolo,
c’è la tragedia mancata con tutta la sua solitudine e inevitabilità.
C’è un punto in cui i personaggi di T. Williams avrebbero potuto essere
eroi tragici che vanno fino in fondo al loro destino, ma non lo hanno
fatto.
L’attore
è un animale etico, è il comunicatore sociale per eccellenza, la
priorità, l’urgenza di un professionista è testimoniare se stesso e la
propria visione di ciò che lo circonda. Sempre. Qui e ora.
Come reagiamo alla perdita e alla mancanza noi, eroi di ieri e di oggi?
Stati
Uniti del Sud. Tennessee Williams. Prima metà del Novecento. Stralci
tratti da “Un tram che si chiama Desiderio”, “La camera buia”,
“Ritratto di Madonna”, “La lunga permanenza interrotta ovvero Una cena
poco soddisfacente” e “Proibito”.
Vedremo
carnefici e innocenti, lottare per custodire puro per sempre,
quell’antro del proprio cuore rimasto incontaminato dall’oltraggio e
dalla sopraffazione.
Personaggi
privati dei propri ancoraggi, vagano come anime sperdute, traballanti,
per sopravvivere alla catastrofe, dopo i tempi d’oro.
Feudi
domestici entro cui la vita procede, tornando vorticosamente uguale a
se stessa, spazi sospesi come sottovuoto, un eterno presente irrisolto.
Il
peso di tutto ciò che non c’è più e che mai potrà essere, il
dolore per ciò ch’è svanito, il ricordo di quel che s’è volatilizzato …
sono ora solo sentimenti sedati, sottovuoto, sotto il ritmo del Blues.
In parallelo agli inquietanti, brutali, comici, commoventi personaggi
di T. Williams in scena, proponiamo (in video) gli archetipi degli eroi
della tragedia antica.
Emone è Tom Davide Vallicelli
Antigone è zia Rose Sarah Vecchietti
Giasone è il Portiere Nick Marco Pancrazi
Medea è la signorina Morgan Enrica Guidi
Clitemnestra è la signora Pocciotti Viviana Rossi
Eteocle è Stanley Kowalsky Valerio Di Benedetto
Edipo è Archie Lee Mario Punzo
Fedra è Miss Collins Andrea Sacco
Antigone è Willie Valeria Belardelli
Elettra è Baby Doll Noemi Angeloni
Spirito di drammaturgia di Silvia Corsi
Lo spirito della tragedia aleggia sul novecento, leggiadro e surreale:
una tragedia antica, fatta di sangue e vendetta, che col passare dei
secoli si è fatta sottile e raffinata, quasi delicata. Si insinua nella
pompa di benzina alla stazione di rifornimento in mezzo al nulla texano.
Bolle
in pentola insieme al radicchio in una catapecchia lurida del
Minnesota. Affoga le sue lacrime nella birra e nello scotch, al suono
gracchiante di una radio anni '40.
Fa
caldo, fa molto caldo: la catena dei delitti non si è ancora spezzata,
qualcuno ha infranto il nostro sogno e per troppo tempo abbiamo provato
a dimenticarlo. Ma adesso vogliamo dire la verità: non abbiamo
dimenticato, non abbiamo perdonato, non si può perdonare. E' troppo
presto o troppo tardi per il perdono, e comunque fa troppo caldo.
Abbiamo
lavorato per sciogliere gli stereotipi che avvolgono la tragedia
classica, per trovare un corpo e uno sguardo per Edipo, Medea,
Fedra...un corpo e uno sguardo che non fossero roboanti o
soprannaturali ma, all'opposto, "umani, troppo umani", in
rapporto paradossale di fede e disperazione con il divino e per
questo vulnerabili, esposti, commoventi. E al contrario, abbiamo
ascoltato con attenzione la voce dei personaggi di Tennessee Williams:
operai, casalinghe, poveracci, pazzi - e abbiamo scoperto l'eroismo, la
titanica lotta di questo mondo di giganti contro il Grande Nulla della
mancanza d'amore che arriva, come un vento ineluttabile, e ci porta via.
Che
la nostra arte sia il canto con cui partecipiamo di questa lotta, e che
voi possiate sentirlo...al suono di una musica sensuale, vagamente
retrò e dolce, molto dolce: come l'amore e come il sangue.
L’etica di Mauro Scarpa
Lavorare con gli attori dell'accademia, utilizzando il testo di J.
Cameron La Via dell'artista, ha significato lavorare sul diritto a non
far vincere il giudizio, sul diritto di svegliarsi ogni mattina
aggiungendo al proprio percorso la responsabilità dell'agire
creativo.
Le sonorità di Ricchezza Falcone
Il mio lavoro di poetica del corpo è apparentemente “INVISIBILE”, nel
senso che agisce nella profondità dell’essere, scardinando paure,
emozioni e tutto quanto si nasconde dietro ad un gesto in apparenza
banale. Il lavoro svolto con i ragazzi della FMP ha reso “VISIBILE” il
mio operato, materializzandosi nei personaggi da loro interpretati.
Il movimento di Andrea Sacco
Ogni persona ha diritto di usare al meglio ogni piccolo o grande gesto
facendolo diventare proprio, usandolo con le proprie emozioni con il
proprio bisogno cosicché il gesto prenda vita. Insegno trasferendo un
gesto pulito e intenso.
La voce di Fabrizio Raggi
Dizione, ortofonia, fonetica, messa in scena. La dizione, dramma
del suono; le vocali si ribellano alla disciplina; la lingua vive di
vita propria e la gola asseconda le nostre radici. Rieducare questi
elementi vuol dire rieducare l’abitudine alla comunicazione verbale. La
nostra voce è il nostro biglietto da visita. Una faccia una voce.
Cerco di capire assieme ai ragazzi quale sia la loro vera voce, il loro calore, la loro texture.
La terra crea non solo frutti, ma anche suoni.
Lavorare sulla resistenza ad essere ascoltati. Quanto vogliamo parlare?
Quanto non vogliamo essere ascoltati? Cerco di sciogliere queste
resistenze per riacquistare il diritto alla parola.
Il mio diritto ad essere vulnerabile nell’attenzione del rigore della tecnica.
Le energie sottili di Lorenzo Angeli
Il lavoro con gli allievi dell'Accademia è come plasmare la creta.
Piano piano prende forma ciò che prima era informe.
Tramite l'apprendimento delle Arti Marziali e la pratica della
respirazione completa gli allievi hanno potuto conoscere la morbidezza
e il rigore, la cedevolezza nell'essere fermi; hanno acquisito più
sicurezza nel proprio corpo per ampliare le percezioni e le possibilità
di movimento.
La nuova consapevolezza delle energie che ci compongono ed il loro uso
tramite esercizi di canalizzazione ha portato a livello conscio
intenzioni ed esternazioni che possono esser così utilizzate ai fini
artistici. Tutto questo, attraverso la responsabilità personale,
diviene eccellenza.
FMP è un ensemble di artisti che produce spettacoli, installazioni,
workshops tra gli States e l'Italia. La struttura è libera,
provocatoria ed estremamente professionale. È ricerca senza rete dove
l'errore è libero e felice di sé, dove l'artista si unisce all'artista
per un impegno umano e professionale, profondo e profondamente
liberatorio. FreeMistakeProject è un training per sostenere la
vulnerabilità, l'urgenza e il senso del rischio di un artista.
Francesca Viscardi Leonetti
OFFICINA D'ARTE
Oggi
il Videomaker è senza dubbio l'unico pioniere capace di ricucire i
brandelli dei sogni dell'uomo creando una tela sul quale raffigurare il
tempo, lo spazio e la dimensione di una sociètà sconosciuta. I
Videomakers sono registi indipendenti, che operano nel campo
audiovisivo in modo autonomo e libero dai meccanismi del mercato della
cinematografia e piuttosto che omologarsi alle richieste del mercato
preferiscono piccole distribuzioni dal riscontro positivo per
soddisfare la loro reale vena artistica. Danno pari rilievo alla
realizzazione del progetto artistico e a quello commerciale, per
affacciarsi più facilmente ad un mercato internazionale, di catturare
l'attenzione di un pubblico più vasto e di riempire gli spazi vuoti del
mercato cinematografico che di volta in volta predilige un genere
specifico a scapito di altri. Joseph Lefevre
FRANCESCA VISCARDI LEONETTI
Attrice,
regista e docente. Suo primo mentore è Alessandro Fersen.In italia
frequenta, collabora e cresce con Patroni Griffi, Moravia, Squarzina,
Salce, Nico Garrone: collabora alla regia di tanti
"anziani" del mestiere per imparare sul campo cosa vuol dire
palcoscenico ed etica professionale.
Fondamentali
le influenze di Nico Garrone e Alberto Moravia. A New York, è
assistente personale di Susan Batson per oltre un decennio. Oltre a
Fersen e Batson, suo méntore ed insegnante di regia è stato Samuel
Ludwig che, precisa, le ha insegnato il rispetto per l’attore.
Interprete sotto la direzione artistica di Arthur Miller, regista e
drammaturga, vincitrice del Checov Now Festival, direttrice artistica
del Appassionata Festival NYC, docente alla Black Nexxus school NYC,
Special Artist con l´alto patrocinio dell´Actors Studio è tutt’ora
coach di attori internazionali e pedagoga in lavori di eccellenza per
attori sotto le regie di Spike Lee, Abel Ferrara, Peter Stein, Castri,
Ronconi, Olivetti. …Sono innamorata di me, del palcoscenico, dei miei
attori, dei tuoi attori e del mondo che ci venera, rispetta e protegge
nel nostro offrirci fragili…
VALERIA BELARDELLI
Durante
il liceo frequenta il “Conservatorio teatrale di Giovanbattista
Diotajuti”, dove scopre Tennessee Williams ed interpreta e si innamora
di due suoi personaggi, Willie di “Proibito” e Laura Wingfield de “Lo
zoo di vetro”. Dopo il liceo va a studiare “Drama and theatre studies”
in Inghilterra. Capisce però che più degli studi teatrali le interessa
continuare a recitare e torna in Italia dove inizia a frequentare i
corsi di Francesca Viscardi alla “Free mistake project” e si iscrive al
DAMS con indirizzo cinema. Ama scrivere, spesso però non trova i fogli
e scrive sulle mani. Oppure pensa che sarebbe bello disegnare sul cielo
bianco, come dice Willie in “Proibito”. Infatti è sempre tra le nuvole.
Le piacerebbe interpretare Bob Dylan, peccato che lo abbia già fatto
Cate Blanchett.
MANUEL D’AMARIO
Durante
l’adolescenza si accorge di essere circondato da artisti divertenti,
per cui inizia a proporsi per puro divertimento, come cavia e
assistente per i loro esperimenti.
Inizia così a scoprire la sincerità e la purezza dell'arte... e ne rimane folgorato.
È grazie all'amicizia
con l'artista A. Fantini che pronuncia le sue prime battute in un
cortometraggio. La svolta avviene in un laboratorio col regista D.
Galasso, con cui mette in scena "La divina commedia" di D. Alighieri.
Si diploma alla scuola di I. Del Bianco e C. Censi "TeatroAzione" e al
"Teatro Kataklisma", diretto da E. Frosini.
Oggi a 24 anni lavora
sul metodo di L. Strasberg, presso la FMP di Francesca Viscardi
Leonetti, per sentirsi finalmente vivo e carnale.
VALERIO DI BENEDETTO
Scopre
la recitazione da piccolissimo, dove il suo ruolo fisso nelle recite
natalizie come “pastorello” lo tiene un’ora inginocchiato; decide
allora che non avrebbe mai fatto l’attore. Invece si laurea il giorno
stesso in cui debutta a teatro. Si diploma alla scuola “Teatro Azione”,
diretta da Cristiano Censi e Isabella del Bianco. Si entusiasma al
lavoro di Francesca Viscardi, di cui tutt’ora frequenta
l’accademia.
Crede
fortemente nel rinnovamento culturale del cinema italiano, che sente
tornerà ad altissimi livelli, come insegna il cinema del dopoguerra,
quello di Sordi, Manfredi, Tognazzi e Mastroianni… quel cinema che lui
ama tanto.
MARCO PANCRAZI
Nel
2004 inizia a lanciarsi dai palazzi e a farsi investire delle auto.
Comincia a lavorare nel cinema come Stuntman, specializzandosi in tutte
le scene d’azione. Fin da piccolo ha praticato gli sport più vari, Viet
Vo Dao, Parkour e Freerun, Ginnastica Artistica... Tra un infuocato e
una caduta dal 2° piano inizia gli studi da Attore. Studia con vari
insegnanti, e va in scena nell’opera del regista giapponese
Naohiko Umewaka, Italian Restaurant. Dal 2006 si focalizza
sull'apprendimento del "Metodo Strasberg" con Michael Margotta e
Francesca Viscardi. Nel cinema e nella tv ottiene ruoli in: Miracolo a
St. Anna, Il Commissario Montalbano, Roma Nuda, Il Commissario Rex, Il
Segreto dell’Acqua, La freccia Nera, Gente di Mare. E le ossa sono
ancora tutte al loro posto.
SARAH VECCHIETTI
Nuotando tra gli scogli della crescita, s'imbatte col Granteatrino "Casa di Pulcinella" e scopre il teatro di figura.
Dopo
importanti esperienze nel teatro sociale: carceri, centri diurni e
ospedali, come "clown di corsia", segue il maestro Yves Lebreton, mimo
visionario ed espressionista, e sperimenta il legame tra corpo, cosmo e
immaginario. Si laurea in Discipline dello Spettacolo e riflette sui
punti d'incontro tra le due apparentemente opposte vie d'accesso al
personaggio: i sensi e l'interiorità. L'indagine sulla recitazione
prosegue con il Metodo Strasberg, con Doris Hicks e Francesca Viscardi
Leonetti, sul bisogno, sull'intimità e sul superamento delle resistenze
creative.
Si
scopre prim'attrice, nei panni di "Margherita", per la regia di
Francesco Spaziani, una donna- bambina- anziana e marionetta, mentre si
dibatte tra acrobatiche faccende e pene d'amor perduto.
ANDREA SACCO
A
14 anni frequenta il primo liceo teatrale in Italia e parte la sua
avventura: 5 anni di abnegazione solitudine, passione tra studi
teatrali, prove e materie scolastiche: risultato scrittura nella
compagnia prestigiosa "Torino spettacoli" e diploma 100/100.
Si diploma al Corso Professionale Per Danzatori Musical. Per essere del
tutto completa decide di studiare il metodo Strasberg con Francesca
Viscardi, per la cui accademia FreeMistakeProject insegna ai suoi
colleghi attori il rigore e la disciplina della danza che l’ha resa
sognatrice, responsabile e vincente.
Ora manca solo il palco del Sistina...
MARIO PUNZO
Nato
nel 1978, è Roma la sua città natale per la quale nutre un amore
profondo fiorito all’età di 15 anni, periodo in cui comincia a
saggiarne l’aria e a percepirne i mille valori …
… il seme dell’arte viene piantato nella sua anima.
Trova
solo all’età di 31 anni la forza di iniziare a recitare, complice la
grande passione per la musica tramite la quale riesce ad esporre e
gestire la propria integrità emotività quale sente fortemente
modulabile, la coincidenza didattica dei seminari tenuti dalla signora
Francesca Viscardi Leonetti il cui metodo vede Lee Strasberg colonna
portante, fa il resto. Ora è il tempo di onorare questo amore.
NOEMI ANGELONI
A tre anni sul suo primo set, “La mia musica”, ha deciso di fare l’attrice per le caramelle.
A 6 anni tra pubblicità e teatro ha deciso di fare l’attrice
perché non sapeva cosa diventare da grande e così poteva diventare
tutto.
A 13 anni ha scelto di fare l’attrice perché voleva contribuire a cambiare il mondo.
A 18 tra “Carabinieri” e “Ti stramo” voleva fare l’attrice per prendersi l’affetto che le mancava.
A 22 continua a scegliere di fare l’attrice perché è uno dei suoi più grandi amori, nonché fonte di vita.
DAVIDE VALLICELLI
Non ha ancora 33 anni ma lo scambiano spesso per Cristo.
A
Forlì si diploma in Aeronautica e Tom, un suo personaggio, sogna che
una folata di vento trasporti il suo aquilone in alto in alto.
Al Grande Fratello 10 decide di rivoluzionare la propria vita e dedicarsi interamente ad un sogno vero: la recitazione.
Si forma al Centro Teatro Attivo con Ramorino,
Giorgetti e Perina, e sul metodo Tadashi Suzuki.
La
determinazione e il profondo rispetto per l'acting lo porta a
trasferirsi a Roma, accademia a tempo pieno sul metodo Strasberg, la
FreeMistakeProject di Francesca Viscardi Leonetti.
Recita in "Orizzonti" di Sibilla Barbieri.
Pilota
di elicotteri, amante e professionista di paracadutismo e di sub, si
arrampica e ritrova se stesso attraverso il contatto con la natura, con
la montagna, con i boschi e con le sue svariate forme: la gioia di
volare e di rischiare non lo abbandona mai né in aria né nella vita.
ENRICA GUIDI
Tutto
cominciò da bambina, quando aspettava con entusiasmo il 2 agosto perché
era il compleanno del nonno e nel cortile organizzava il suo
spettacolino estivo con tanto di imitazioni dei parenti e balletti. Lo
studio della danza l’ha accompagnata per anni tanto da frequentare
stages di Prodanza Italia/Usa con: Ana Labrada Cervantes (Yoruba
Afro-Cuban the Orishas), Amy Cavasse (Contemporary
Technique,Improvisation/Composition), Edisa Weeks (Contemporary
Technique, Play/Process&Partnering); intanto si laurea in Medicina
e Chirurgia: Scienze Motorie. Ma nella sua arte mancava l’espressione
universale del linguaggio verbale, per questo il suo desiderio era
quello di recitare. E visto che: “mai ti è dato un desiderio senza la
possibilità di realizzarlo” lei l’ha scelto e lo sostiene.
VIVIANA ROSSI
Fin
da piccolissima scopre il suo amore per il teatro, che crescendo
tradirà con la musica, altro suo amore che l’accompagnerà per più
di 10 anni. Col passare del tempo però, comprende come la musica e la
recitazione possono essere benissimo due amanti da avere al proprio
fianco vita natural durante e decide di non rimanere più sola e di
avere TUTTO, senza dover per forza scegliere una sola via da
percorrere. Questa è Viviana Rossi, che cresce come cantante su palchi
di tutta Italia e continua a rimanerci recitando, frequenta la scuola
Teatro Azione, continua il suo percorso come attrice facendo stage di
biomeccanica e corsi di teatro danza. Attualmente è iscritta
all’Accademia diretta da Francesca Viscardi “Free Mistake Project”. Per
lei l’arte è vita ed è l’unico modo per non accontentarsi mai!
MAURO SCARPA
Laurea
in Pedagogia. Abilitazione all'insegnamento di Filosofia e Storia.
Lavora da 12 anni in progetti legati all'infanzia ed all'adolescenza
con particolare attenzione alle tematiche legate all'abuso ed al
maltrattamento. Collabora con ALI per giocare. Nel 2004 fonda La Strega
dei Mille Colori, specializzata in gioco creativo. Scrittore, pubblica
con Manni editore Le Metafole e numerosi racconti. Scrive per Coolclub
e UnDueTreStella. Collabora con Nasca Teatri di Terra, sia come attore
in Spoon River che come drammaturgo in Dov'è l'uomo nero. Lavora con
Francesca Viscardi Leonetti in Non ci posso fare niente. Insegna
Pedagogia creativa alla FreeMistakeProject.
Gaber denuncia col sorriso. Soprattutto gli schemi del comportamento,
specie se sono costruiti per evitare una giusta dose di realismo, e di
impegno. Un'idea resta un'idea se non diventa pane, sudore, parola e
azione contemporaneamente. Le idee migliori sono quelle che si
trasformano in cambiamento.
RICCHEZZA FALCONE
Nasce
in Calabria, la Terra Rossa, Rossa come il sangue come il fuoco come il
buon vino. Rossa come i suoi capelli. Emigra a Perugia, dove si laurea
in Scenografia e Costume. Approda a Roma e lavora in cinema,
televisione e teatro. Trasversalmente inizia un percorso di
recitazione, che porta avanti per 14 anni. I suoi studi di fisica
quantistica la spingono a lavorare con il corpo, non le chiedete
perché, è così e basta. Lavora con Fanny Barens, Marion Nugnes, Susan
Batson, Emir Kusturica, Martin Scorsese…
Ancora
adesso ricerca la felicità attraverso i suoi muscoli, le sue vene, le
sue ossa … e questa ricerca è infinita, vita dopo vita.
LORENZO ANGELI
Nasce
a Milano nel 1964. Si diploma in Illustrazione alla Scuola Civica del
Castello di Milano. Nel frattempo viene in contatto con qualcosa che lo
segnerà indelebilmente: le Arti marziali. A Roma lavora come decoratore
e scenografo (La bella selvaggia di Voltaire, regia di U. Gregoretti).
Si diploma in Guarigione Naturale presso il PEM di Torino, diretto dal
Prof. O. Fabbris. A New York dove vive per dieci anni, alterna
l’attività di decoratore a quella di terapeuta di riequilibrio
energetico. Studia respirazione taoista con M. Winn, meditazione e Qi –
Gong con B. Smith e pratica il Falung – Gong. Partecipa in Messico ad
un lavoro sulle tematiche di C. Castaneda sullo sciamanesimo, condotto
dal dott. V. Sanchez. In Italia continua la sua attività di terapeuta e
approfondisce le sue conoscenze su energie sottili e chakra con il
prof. Zamperini. Ha insegnato tecniche di respirazione per la regione
Lazio con l’accreditamento della Comunità Europea. Attualmente è
responsabile del settore olistico della FMP.
FABRIZIO RAGGI
Attore, regista. Diplomato nel 1995 presso la Scuola Internazionale di teatro CIRCO A VAPORE di Roma .
Dal 1993 ha partecipato a vari stages di recitazione e di regia.
Ha lavorato in molte
produzioni teatrali (più significative) con Albertazzi, Patroni Griffi,
Proietti, Gregoretti, Calenda, Scaparro, La Manna, Croccolo, Martino.
In cinema ha collaborato
con Grimaldi, Branciaroli, Herlitzca, Dannunzio, Carboni etc.. in
Televisione vari protagonisti di puntata in telefilm e soap italiane. A
diretto vari spettacoli, da autori come Dante Alighieri, Alan
Bennet, Manuel Puig, Choderlos de Laclos collaborando con la Viscardi
Leonetti (FMP) in occasione di uno studio su “Le relazioni
pericolose”. Ha diretto opere di vari autori contemporanei
italiani, e testi di propria produzione. Da qualche anno Collabora con
la Free Mistake Project di Roma.
LUANA RICCI
Luana
Ricci è una pianista, arrangiatrice, compositrice,organista e
tastierista diplomata con il massimo dei voti in pianoforte
presso il conservatorio “T. Schipa” di Lecce e con il massimo dei voti
in musica jazz presso il conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Ha
partecipato a numerose trasmissioni televisive accompagnando artisti
come noa, r. zero, p. belli, e. ruggeri, m. ranieri, r. arbore, c.
gasdia, a. ruggiero, pooh, l. dalla, f. leali , ha orchestrato musiche
per film e documentari., oltre ad avere una notevole attività
nella musica jazz,gospel,pop,etno-world e sacra. Collabora a numerose
incisioni discografiche (sony, wep/rca, parco della musica, ponderosa,
nibbio, yellow, elledici, fly) e vanta numerose collaborazioni con
musicisti famosi come p. fresu, m. moriconi, g. gaslini, r.
casale, f. bosso, a. tavolazzi, g. pistocchi, a. vacca, l. pareti, s.
cantini, cheryl porter, siena jazz big band.
CLAUDIA TORTORICI
Inizia a cantare 18 anni fa dall’incontro con il suo insegnante e grande amico Stefano Zanchetti.
Tra
una esibizione e l’altra nei locali si ritrova quasi per caso sul
palco di un teatro e da lì non vorrebbe scendere più. Frequenta
la scuola di teatro La stazione di Claudio Beccaccini. Con Francesca
Viscardi Leonetti comincia il suo percorso di studi con il metodo
Strasberg che la porterà a rendere più specifico ed umano il suo lavoro
di cantante e di attrice.
SILVIA CORSI
Nasce
a Torino, dove si diploma alla G.R.M. Scuola di Teatro di Giovanni
Moretti e Alfonso Cipolla. Fonda e dirige l’associazione Polystyle e il
Teatro delle Incognite, collaborando come autrice con il Museo della
Resistenza di Torino, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare,
l'Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare. Laureata in
Letterature Moderne Comparate, nel 2002 ottiene il Master in Teatro e
Comunicazione Teatrale profilo Drammaturgia, presso l'Università
Normale e il Politeama di Pisa, dove studia con Dario Fo, Donatella
Diamanti, Dacia Maraini. Lavora dal 2000 come attrice, autrice teatrale
e docente. Continua la sua formazione con Anton Milenin, Emma Dante,
Michela Lucenti e Francesca Viscardi Leonetti.
NON CI POSSO FARE NIENTE
ricchi, annoiati e pericolosi
Liberamente ispirato a Le Relazioni Pericolose di C. de Laclos
Regia e Drammaturgia Francesca Viscardi Leonetti
giovedì 3 e venerdì 4 giugno 2010
Installazione ore 20.00 - Mise en scène ore 20.30 - Party ore 22.00
Spazio Informale Via dei Cerchi 75 Circo Massimo Roma
Non ci posso fare niente è la frase che Valmont ripete alla Presidentessa di Tourvel nel momento in cui sceglie di abbandonarla. Non ci posso fare niente è l'atteggiamento delle persone che rinunciano ad assumersi la propria responsabilità. Non ci posso fare niente è un ritornello perverso, è una dichiarazione di resa personale, di scarsa consapevolezza rispetto alle cause ed agli effetti. Non ci posso fare niente è una società senza testa e senza emozioni.
Abbiamo bisogno di chiederci cos’ha tutto ciò a che vedere con noi, con il qui e ora dell’Italia del 2010?
Uno spettacolo divertente, inquietante, commovente
dedicato ai giornalisti di guerra, che hanno raccontato la crudeltà, assumendosi il rischio
Prenotazione obbligatoria
freemistakeproject@tiscali.it
06.93939440 328.8189949 348.8965252 339.6661424
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Marchesa di Merteuil
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Mattia Mor - Carla Manca - Francesca Viscardi Leonetti
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Visconte di Valmont
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Valeria Barreca - Silvia Corsi - Fabrizio Raggi
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Mme de Tourvel
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Alice Bellagamba
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Cavaliere Danceny
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Mattia Mor
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Mme de Volanges
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Silvia Corsi
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Cècile Volanges
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Valeria Barreca - Andrea Sacco
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Mme de Rosemonde
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Carla Manca
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Il servo di tutti
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Mauro Scarpa
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Le Relazioni Pericolose, il
romanzo di Laclos del 1782, probabilmente ispirato a una vicenda vera
di corruzione di una minorenne da parte di una coppia di libertini, ci
trasporta in un’epoca di aristocrazia decadente, bustini, lettere
scritte con la piuma d’oca, carrozze e palazzine di caccia adibite a boudoir.
Eppure, questo testo esercita una forza d’attrazione incrollabile che
esula dall’esotismo del Settecento, come dimostrano le versioni
teatrali e cinematografiche che punteggiano il ‘900. Qual è la ragione
di questa forza? Da questa domanda parte il nostro progetto di messa in
scena, che mescola contemporaneità e filologia in nome di una suprema
ironia, accostando la Francia prerivoluzionaria all'edonismo degli anni
'80, mettendo in luce i grotteschi giochi di potere che schiacciano i
personaggi. La protagonista della vicenda è, per noi, la Presidentessa
de Tourvel, l'unica ad avere un ruolo sociale definito, a operare
attivamente all'interno della comunità di cui fa parte. Tutti gli altri
personaggi non fanno nulla, se non dibattersi all'infinito in
un’incolmabile solitudine e tentare di galleggiare - a colpi di ferocia
o sotto un velo di inefficace buonismo - in una società ipocrita e
senza pietà. E sembra non esserci scampo per l’innocenza, per l’amore,
per la compassione laddove al cattolicesimo senza fede si oppone solo
il materialismo cinico dei libertini, laddove vige il mors tua vita mea dei sentimenti, del prestigio sociale e dell’economia.
Aggressore e vittima, sadico e
masochista, colpevole e innocente, giusto e sbagliato. All'interno di
una relazione si tende ad attribuire ad ogni persona un ruolo preciso,
statico, possibilmente pervaso da un giudizio etico. Ma una relazione è
qualcosa di più (delle singole parti) e, soprattutto si nutre di
comportamenti, aspettative, emozioni che cambiano continuamente. Ogni
persona sceglie: può dire si, può dire no, può dire anche. Questo suo
dire influenzerà l'altro (o gli altri), in un continuo gioco di
rimandi, di aggiustamenti, di definizioni. Le relazioni pericolose,
dunque, non le persone pericolose.
Le persone possono mettere in
atto comportamenti d'amore e di morte, confondere il proprio bisogno
col desiderio, legarsi ad altre persone, in un tempo e in uno spazio
specifici. Le relazioni diventano pericolose quando le persone
coinvolte non riconoscono la propria responsabilità nella costruzione,
hanno un grado di consapevolezza diverso rispetto a ciò che mettono in
atto, si ostinano ad interpretare un ruolo fisso che prevede risposte
rassicuranti e mai domande nuove. Il libertino si definisce in rapporto
con la conquista, il furbo con l'ingenuo, la vittima con l'aggressore.
I significati si moltiplicano ma non si condividono.
Il pericolo reale, concreto è che tutti abbiano ragione, fino a morirne.
Francesca Viscardi Leonetti
col monologo ORGIA di Pasolini
nello spettacolo
L’INFERNO IN TESTA E IL PARADISO NEL CUORE
TEATRO SALA UNO
dal 14 al 19 dicembre 2010
Sycamore T Company
in collaborazione con
FMP – Free Mistake Project
presenta
Progetto di Roberto Fornara, Fabrizio Raggi e Alessio Pierro.
Testi di Roberto Fornara, Fabrizio Raggi
e canti tratti da “LA DIVINA COMMEDIA” di Dante Alighieri
Scenografia e Opere pittoriche proiettate Alessio Pierro
con
Fabrizio Raggi, Roberto Fornara, Francesca Viscardi Leonetti,
Selene Gandini, Mario Fedele, Marta Meneghetti, Matteo Spiazzi
Musiche Luigi De Carolis
Costumi Ricchezza Falcone
Regia
Fabrizio Raggi
In scena al TEATRO SALA UNO, dal 14 al 19 dicembre 2010, lo spettacolo
L’INFERNO IN TESTA E IL PARADISO NEL CUORE, un progetto di Roberto
Fornara, Fabrizio Raggi e Alessio Pierro, con testi di Roberto Fornara,
Fabrizio Raggi, canti tratti da “LA DIVINA COMMEDIA” di Dante Alighieri
e il monologo ORGIA di Pasolini. In scena Fabrizio Raggi, Roberto
Fornara, Francesca Viscardi Leonetti, Mario Fedele, Matteo Spiazzi e si
alterneranno nelle varie serate Marta Meneghetti e Selene Gandini. La
regia è curata da Fabrizio Raggi.
Anime in viaggio, rilette attraverso la drammaticità dell' Inferno,
passando per le tormentate melodie del Purgatorio, fino alle sinfonie
del Paradiso. In tutto questo si fonde la modernità, il suo carattere
ambivalente, il senso che ha avuto per l'umanità, il suo imprimersi
nella cultura occidentale, l'individuo, lasciato a se stesso, è in
completa balia delle forze dominanti. La relazione soggetto-ragione,
l'individuo che esce da se stesso e parla all'altro e solo allora
diviene libertà, solo allora crea davvero se stesso.
TEATRO SALA UNO
Roma - P.zza di Porta S. Giovanni, 10
Info e prenotazioni al nuovo numero: Tel. 06-88976626 –
Fax. +39 06.89531154 – HYPERLINK "mailto:info@salauno.it"
info@salauno.it - HYPERLINK "http://www.salauno.it/"
http://www.salauno.it/
E possibile prenotare anche tramite il nostro sito.
Orario spettacoli: In scena dal martedì al sabato ore 21 e la domenica ore 18
Prezzo biglietti: 15 – 12 –8 euro
UFFICIO STAMPA TEATRO SALA UNO
MAYA AMENDUNI
3475828061
mayaamenduni@gmail.com
mayaamenduni@virgilio.it
giovedì 4 giugno 9 pm
Teatro Lo Spazio Via Locri 42/44 Roma
party di
auto-compassione sulle markette
e la sterilità del mercato artistico italiano.
La piscina sembra
vuota. Ci salto. Si riempie. Mi diverto.
L’artista ha questa responsabilità: se non salta non potrà
nuotare, e la piscina resterà vuota. L’assenza di arte
genera solo assenza di arte.
Se l’artista non si prende un rischio, e non ha fede nel
pubblico, l’immagine rimane statica e l’arte rimane sterile.
JUMPING IN AN EMPTY POOL è un’installazione teatrale con
jam-session, che vuole riflettere sulle conseguenze estreme
di questa sterilità. Ci occupiamo di “mostri”, personaggi
orribili del cinema, della letteratura e del teatro, non per
un generico amore per la provocazione ma perché “il sonno
della ragione genera mostri”, come scriveva Goya. Vogliamo
interrogarci – noi registi, autori, casting director, noi
operatori culturali, noi attori, noi artisti – sulla nostra
responsabilità all’interno del MERCATO, sulla nostra
capacità di generare mostri.

L’ARTISTA
Paul Sheldon, il
protagonista di Misery non deve Morire, è il personaggio
chiave della serata, e rappresenta l’artista che si sforza
di eliminare il compromesso sulla propria identità, ne
attraversa i rischi e si assume la responsabilità di aver
creato, oltre a Misery, anche i “lettori di Misery”.
Ognuno di noi ha una Misery da uccidere. Una Misery che ci
dà da mangiare, che in apparenza ci appaga, ma che in fondo
non ci soddisfa, non nutre il nostro sogno. Paul Sheldon ha
scritto Misery ed è diventato ricco e famoso, ma Misery lo
ha fagocitato e intrappolato. Finalmente se ne rende conto e
decide di non scendere più a compromessi con il suo sogno,
uccidendo Misery e scrivendo il libro della sua vita. Ma non
può essere così facile, non si può solo decidere e ottenere,
c’è sempre un prezzo da pagare. Così la vita ti chiede:
“Quanto ci tieni? Quanto sei disposto a lottare per
realizzare i tuoi sogni?” e ti manda le Annie Wilkes. A
questo punto comincia la lotta, il confronto con noi stessi.
C’è chi molla e chi va oltre. Paul va oltre.
Paul Sheldon ci fa riflettere: il suo sforzo, il nostro
sforzo.

IL MOSTRO
Ma JUMPING IN AN
EMPTY POOL restituisce anche l’altra faccia della medaglia
dando voce ai mostri generati dal sonno della ragione, alle
Annie Wilkes che in assenza di nutrimento spirituale
trasformano le proprie mancanze e i propri bisogni in
violenza, indecenza, immoralità: Lady Macbeth, Aileen
Wuornos, Pentesilea, Elisabetta d’Inghilterra, il Diavolo. E
partiamo dalla nostra necessità come attori di non giudicare
questi personaggi orribili, pericolosi, demoniaci, nel
momento in cui li portiamo in scena: essi sono usati in
questa serata nella loro interezza di esseri umani, di
creature ferite, di animali sanguinanti.
“In Italia ho trovato difficoltà nel dirigere gli attori su
conflitti aperti e personaggi antagonisti. Il pregiudizio è
culturale, la falsa modestia e il buonismo impedirebbero ai
nostri artisti di assumersi la propria natura al cento per
cento, e li confinerebbe in un bisogno di approvazione e
forte ansia da prestazione. Ecco l’inizio del mio percorso
qui in Italia, e non finirò mai di ringraziare il mio
mentore Susan Batson, che mi insegnò che “non esistono bassi
motivi per essere Medea, solo bassi motivi per evitare la
Medea che è in tutti noi”. E prima di lei Alessandor Fersen,
quando diceva che gli italiani “non sanno litigare, sanno
solo polemizzare”. E gli Stati Uniti, che culturalmente mi
hanno dato il permesso di non giudicare ma semplicemente
affrontare con fermezza il mostro dolente che è dentro di me
e trasformarlo in arte” (Francesca Viscardi Leonetti).

LA FIGLIA DEL DRAGO
“La figlia del drago illumina
la sua natura senza cambiare aspetto” (Nichiren Daishonin).
Questo concetto/metafora/leggenda buddista secondo cui un
essere mostruoso raggiunge in un solo istante
l’illuminazione senza cambiare forma, aspetto, natura, può
indicare in arte il percorso di estrema, rara compassione
nei meandri di personaggi cruenti, pericolosi, orribili,
border line, dove l’artista non giudica più, ma si offre
totalmente al rischio dell’a-moralità dell’arte. L’alfa
privativo è di rigore per poter attraversare umanamente i
bisogni primari incontrollati e fenomenali del nostro
inconscio.
“La figlia del drago illumina la sua natura senza cambiare
aspetto”: il mercato non deve cambiare aspetto, ma può
essere trafitto dall’illuminazione. Non possiamo continuare
a ignorare l’influenza che abbiamo nel proporre
costantemente al pubblico sottoprodotti culturali, lavori
autoreferenziali pseudo-intellettualistici, la
“sopravvivenza” dell’ego narcisista a scapito della libertà
dell’arte. Non possiamo continuare a ignorare la vera
missione a cui siamo chiamati nel momento in cui scriviamo,
dirigiamo, produciamo.
Il Mostro, se lo sapremo porgere senza giudicarlo, da
artisti a-morali quali vogliamo essere, sarà il nostro
trampolino nella “empty pool” dell’etica, a cui attingere
per entusiasmare di nuovo il mercato e per tornare a
commuoverlo. Ricommuoverlo della propria vulnerabilità:
coinvolgendo tutti coloro che questo mercato lo fanno e lo
gestiscono in un’unica visione, quella degli adolescenti
divertiti che eravamo, feroci, assolutisti, poeti italiani.
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