“Il cielo era proprio bianco. E’ un segno?
Pare che l’abbiano spazzato con una scopa.
E’ bianco, proprio.
 Come un foglio di carta pulita.
Ma il vento non soffia. È troppo in alto per
sentirlo. In alto in alto, in soffitta, a fare
polvere ai mobili che ci sono lassù”


Il Perché di questo progetto di Francesca Viscardi Leonetti


Cosa c’è all’origine? Come sarebbero andate le cose altrimenti? Cosa vuol dire “altrimenti” per chi non ha reagito altrimenti?... Quale Colpa Divina ha sottratto i nostri eroi alla pace eterna, condannandoli alle deformanti peregrinazioni nell’eterna quotidiana mancanza?

I nostri personaggi della tragedia si trovano ad un punto di non ritorno. Agiscono in un mondo in cui quel che gli dei comandano  non va per forza nella direzione di ciò che è giusto. Al contrario, il mondo di Tennessee Williams è, come il nostro, un mondo in cui Dio è morto. Non sono più gli dei a far vedere come bisogna vivere. Non c’è più un rapporto verticale diretto tra l’uomo e la divinità. In ogni angolo, c’è la tragedia mancata con tutta la sua solitudine e inevitabilità. C’è un punto in cui i personaggi di T. Williams avrebbero potuto essere eroi tragici che vanno fino in fondo al loro destino, ma non lo hanno fatto.

L’attore è un animale etico, è il comunicatore sociale per eccellenza, la priorità, l’urgenza di un professionista è testimoniare se stesso e la propria visione di ciò che lo circonda. Sempre. Qui e ora.

Come reagiamo alla perdita e alla mancanza noi, eroi di ieri e di oggi?

Stati Uniti del Sud. Tennessee Williams. Prima metà del Novecento. Stralci tratti da “Un tram che si chiama Desiderio”, “La camera buia”, “Ritratto di Madonna”, “La lunga permanenza interrotta ovvero Una cena poco soddisfacente” e “Proibito”.

Vedremo carnefici e innocenti, lottare per custodire puro per sempre, quell’antro del proprio cuore rimasto incontaminato dall’oltraggio e dalla sopraffazione.

Personaggi privati dei propri ancoraggi, vagano come anime sperdute, traballanti, per sopravvivere alla catastrofe, dopo i tempi d’oro.

Feudi domestici entro cui la vita procede, tornando vorticosamente uguale a se stessa, spazi sospesi come sottovuoto, un eterno presente irrisolto.

Il peso di tutto ciò che non c’è più e che mai potrà essere,  il dolore per ciò ch’è svanito, il ricordo di quel che s’è volatilizzato … sono ora solo sentimenti sedati, sottovuoto, sotto il ritmo del Blues.

In parallelo agli inquietanti, brutali, comici, commoventi personaggi di T. Williams in scena, proponiamo (in video) gli archetipi degli eroi della tragedia antica.

Emone è Tom Davide Vallicelli
Antigone è zia Rose Sarah Vecchietti
Giasone è il Portiere Nick Marco Pancrazi
 Medea è la signorina Morgan Enrica Guidi
Clitemnestra è la signora Pocciotti Viviana Rossi
Eteocle è Stanley Kowalsky Valerio Di Benedetto
Edipo è Archie Lee Mario Punzo
Fedra è Miss Collins Andrea Sacco 
Antigone è Willie Valeria Belardelli
Elettra è Baby Doll Noemi Angeloni


Spirito di drammaturgia di Silvia Corsi


Lo spirito della tragedia aleggia sul novecento, leggiadro e surreale: una tragedia antica, fatta di sangue e vendetta, che col passare dei secoli si è fatta sottile e raffinata, quasi delicata. Si insinua nella pompa di benzina alla stazione di rifornimento in mezzo al nulla texano.

Bolle in pentola insieme al radicchio in una catapecchia lurida del Minnesota. Affoga le sue lacrime nella birra e nello scotch, al suono gracchiante di una radio anni '40.

Fa caldo, fa molto caldo: la catena dei delitti non si è ancora spezzata, qualcuno ha infranto il nostro sogno e per troppo tempo abbiamo provato a dimenticarlo. Ma adesso vogliamo dire la verità: non abbiamo dimenticato, non abbiamo perdonato, non si può perdonare. E' troppo presto o troppo tardi per il perdono, e comunque fa troppo caldo.

Abbiamo lavorato per sciogliere gli stereotipi che avvolgono la tragedia classica, per trovare un corpo e uno sguardo per Edipo, Medea, Fedra...un corpo e uno sguardo che non fossero roboanti o soprannaturali ma, all'opposto, "umani, troppo umani", in rapporto  paradossale di fede e disperazione con il divino e per questo vulnerabili, esposti, commoventi. E al contrario, abbiamo ascoltato con attenzione la voce dei personaggi di Tennessee Williams: operai, casalinghe, poveracci, pazzi - e abbiamo scoperto l'eroismo, la titanica lotta di questo mondo di giganti contro il Grande Nulla della mancanza d'amore che arriva, come un vento ineluttabile, e ci porta via.

Che la nostra arte sia il canto con cui partecipiamo di questa lotta, e che voi possiate sentirlo...al suono di una musica sensuale, vagamente retrò e dolce, molto dolce: come l'amore e come il sangue.

L’etica di Mauro Scarpa


Lavorare con gli attori dell'accademia, utilizzando il testo di J. Cameron La Via dell'artista, ha significato lavorare sul diritto a non far vincere il giudizio, sul diritto di svegliarsi ogni mattina aggiungendo al proprio percorso la  responsabilità dell'agire creativo.


Le sonorità di Ricchezza Falcone

Il mio lavoro di poetica del corpo è apparentemente “INVISIBILE”, nel senso che agisce nella profondità dell’essere, scardinando paure, emozioni e tutto quanto si nasconde dietro ad un gesto in apparenza banale. Il lavoro svolto con i ragazzi della FMP ha reso “VISIBILE” il mio operato, materializzandosi nei personaggi da loro interpretati.


Il movimento di Andrea Sacco

Ogni persona ha diritto di usare al meglio ogni piccolo o grande gesto facendolo diventare proprio, usandolo con le proprie emozioni con il proprio bisogno cosicché il gesto prenda vita. Insegno trasferendo un gesto pulito e intenso.


La voce di Fabrizio Raggi

Dizione, ortofonia, fonetica, messa in scena.  La dizione, dramma del suono; le vocali si ribellano alla disciplina; la lingua vive di vita propria e la gola asseconda le nostre radici. Rieducare questi elementi vuol dire rieducare l’abitudine alla comunicazione verbale. La nostra voce è il nostro biglietto da visita. Una faccia una voce.
Cerco di capire assieme ai ragazzi quale sia la loro vera voce, il loro calore, la loro texture.
La terra crea non solo frutti, ma anche suoni.
Lavorare sulla resistenza ad essere ascoltati. Quanto vogliamo parlare? Quanto non vogliamo essere ascoltati? Cerco di sciogliere queste resistenze per riacquistare il diritto alla parola.
Il mio diritto ad essere vulnerabile nell’attenzione del rigore della tecnica.


Le energie sottili di Lorenzo Angeli


Il lavoro con gli allievi dell'Accademia è come plasmare la creta.
Piano piano prende forma ciò che prima era informe.
Tramite l'apprendimento delle Arti Marziali e la pratica della respirazione completa gli allievi hanno potuto conoscere la morbidezza e il rigore, la cedevolezza nell'essere fermi; hanno acquisito più sicurezza nel proprio corpo per ampliare le percezioni e le possibilità di movimento.
La nuova consapevolezza delle energie che ci compongono ed il loro uso tramite esercizi di canalizzazione ha portato a livello conscio intenzioni ed esternazioni che possono esser così utilizzate ai fini artistici. Tutto questo, attraverso la responsabilità personale, diviene eccellenza.


 
FMP è un ensemble di artisti che produce spettacoli, installazioni, workshops tra gli States e l'Italia. La struttura è libera, provocatoria ed estremamente professionale. È ricerca senza rete dove l'errore è libero e felice di sé, dove l'artista si unisce all'artista per un impegno umano e professionale, profondo e profondamente liberatorio. FreeMistakeProject è un training per sostenere la vulnerabilità, l'urgenza e il senso del rischio di un artista. Francesca Viscardi Leonetti

OFFICINA D'ARTE

Oggi il Videomaker è senza dubbio l'unico pioniere capace di ricucire i brandelli dei sogni dell'uomo creando una tela sul quale raffigurare il tempo, lo spazio e la dimensione di una sociètà  sconosciuta. I Videomakers sono registi indipendenti, che operano nel campo audiovisivo in modo autonomo e libero dai meccanismi del mercato della cinematografia e piuttosto che omologarsi alle richieste del mercato preferiscono piccole distribuzioni dal riscontro positivo per soddisfare la loro reale vena artistica. Danno pari rilievo alla realizzazione del progetto artistico e a quello commerciale, per affacciarsi più facilmente ad un mercato internazionale, di catturare l'attenzione di un pubblico più vasto e di riempire gli spazi vuoti del mercato cinematografico che di volta in volta predilige un genere specifico a scapito di altri. Joseph Lefevre


FRANCESCA VISCARDI LEONETTI

Attrice, regista e docente. Suo primo mentore è Alessandro Fersen.In italia frequenta, collabora e cresce con Patroni Griffi, Moravia, Squarzina, Salce, Nico Garrone:   collabora alla regia di tanti "anziani" del mestiere per imparare sul campo cosa vuol dire palcoscenico ed etica professionale.
Fondamentali le influenze di Nico Garrone e Alberto Moravia. A New York, è assistente personale di Susan Batson per oltre un decennio. Oltre a Fersen e Batson, suo méntore ed insegnante di regia è stato Samuel Ludwig che, precisa, le ha insegnato il rispetto per l’attore. Interprete sotto la direzione artistica di Arthur Miller, regista e drammaturga, vincitrice del Checov Now Festival, direttrice artistica del Appassionata Festival NYC, docente alla Black Nexxus school NYC, Special Artist con l´alto patrocinio dell´Actors Studio è tutt’ora coach di attori internazionali e pedagoga in lavori di eccellenza per attori sotto le regie di Spike Lee, Abel Ferrara, Peter Stein, Castri, Ronconi, Olivetti. …Sono innamorata di me, del palcoscenico, dei miei attori, dei tuoi attori e del mondo che ci venera, rispetta e protegge nel nostro offrirci fragili…


VALERIA BELARDELLI

Durante il liceo frequenta il “Conservatorio teatrale di Giovanbattista Diotajuti”, dove scopre Tennessee Williams ed interpreta e si innamora di due suoi personaggi, Willie di “Proibito” e Laura Wingfield de “Lo zoo di vetro”. Dopo il liceo va a studiare “Drama and theatre studies” in Inghilterra. Capisce però che più degli studi teatrali le interessa continuare a recitare e torna in Italia dove inizia a frequentare i corsi di Francesca Viscardi alla “Free mistake project” e si iscrive al DAMS con indirizzo cinema. Ama scrivere, spesso però non trova i fogli e scrive sulle mani. Oppure pensa che sarebbe bello disegnare sul cielo bianco, come dice Willie in “Proibito”. Infatti è sempre tra le nuvole. Le piacerebbe interpretare Bob Dylan, peccato che lo abbia già fatto Cate Blanchett.


MANUEL D’AMARIO


Durante l’adolescenza si accorge di essere circondato da artisti divertenti, per cui inizia a proporsi per puro divertimento, come cavia e assistente per i loro esperimenti.
Inizia così a scoprire la sincerità e la purezza dell'arte... e ne rimane folgorato.
È grazie all'amicizia con l'artista A. Fantini che pronuncia le sue prime battute in un cortometraggio. La svolta avviene in un laboratorio col regista D. Galasso, con cui mette in scena "La divina commedia" di D. Alighieri. Si diploma alla scuola di I. Del Bianco e C. Censi "TeatroAzione" e al "Teatro Kataklisma", diretto da E. Frosini.
Oggi a 24 anni lavora sul metodo di L. Strasberg,  presso la FMP di Francesca Viscardi Leonetti, per sentirsi  finalmente vivo e carnale.



VALERIO DI BENEDETTO

Scopre la recitazione da piccolissimo, dove il suo ruolo fisso nelle recite natalizie come “pastorello” lo tiene un’ora inginocchiato; decide allora che non avrebbe mai fatto l’attore. Invece si laurea il giorno stesso in cui debutta a teatro. Si diploma alla scuola “Teatro Azione”, diretta da Cristiano Censi e Isabella del Bianco. Si entusiasma al lavoro di Francesca Viscardi, di cui tutt’ora frequenta  l’accademia.
Crede fortemente nel rinnovamento culturale del cinema italiano, che sente tornerà ad altissimi livelli, come insegna il cinema del dopoguerra, quello di Sordi, Manfredi, Tognazzi e Mastroianni… quel cinema che lui ama tanto.


MARCO PANCRAZI            
                                                               
Nel 2004 inizia a lanciarsi dai palazzi e a farsi investire delle auto. Comincia a lavorare nel cinema come Stuntman, specializzandosi in tutte le scene d’azione. Fin da piccolo ha praticato gli sport più vari, Viet Vo Dao, Parkour e Freerun, Ginnastica Artistica... Tra un infuocato e una caduta dal 2° piano inizia gli studi da Attore. Studia con vari insegnanti, e va in scena nell’opera del  regista giapponese Naohiko Umewaka, Italian Restaurant. Dal 2006 si focalizza sull'apprendimento del "Metodo Strasberg" con Michael Margotta e Francesca Viscardi. Nel cinema e nella tv ottiene ruoli in: Miracolo a St. Anna, Il Commissario Montalbano, Roma Nuda, Il Commissario Rex, Il Segreto dell’Acqua, La freccia Nera, Gente di Mare. E le ossa sono ancora tutte al loro posto.



SARAH VECCHIETTI     
                                                        

Nuotando tra gli scogli della crescita, s'imbatte col Granteatrino "Casa di Pulcinella" e scopre il teatro di figura.
Dopo importanti esperienze nel teatro sociale: carceri, centri diurni e ospedali, come "clown di corsia", segue il maestro Yves Lebreton, mimo visionario ed espressionista, e sperimenta il legame tra corpo, cosmo e immaginario. Si laurea in Discipline dello Spettacolo e riflette sui punti d'incontro tra le due apparentemente opposte vie d'accesso al personaggio: i sensi e l'interiorità. L'indagine sulla recitazione prosegue con il Metodo Strasberg, con Doris Hicks e Francesca Viscardi Leonetti, sul bisogno, sull'intimità e sul superamento delle resistenze creative.

Si scopre prim'attrice, nei panni di "Margherita", per la regia di Francesco Spaziani, una donna- bambina- anziana e marionetta, mentre si dibatte tra acrobatiche faccende e pene d'amor perduto.


ANDREA SACCO


A 14 anni frequenta il primo liceo teatrale in Italia e parte la sua avventura: 5 anni di abnegazione solitudine, passione tra studi teatrali, prove e materie scolastiche: risultato scrittura nella compagnia prestigiosa "Torino spettacoli" e diploma 100/100.

Si diploma al Corso Professionale Per Danzatori Musical. Per essere del tutto completa decide di studiare il metodo Strasberg con Francesca Viscardi, per la cui accademia FreeMistakeProject insegna ai suoi colleghi attori il rigore e la disciplina della danza che l’ha resa sognatrice, responsabile e vincente.
Ora manca solo il palco del Sistina...


MARIO PUNZO

Nato nel 1978, è Roma la sua città natale per la quale nutre un amore profondo fiorito all’età di 15 anni, periodo in cui comincia a saggiarne l’aria e a percepirne i mille valori …
… il seme dell’arte viene piantato nella sua anima.
Trova solo all’età di 31 anni la forza di iniziare a recitare, complice la grande passione per la musica tramite la quale riesce ad esporre e gestire la propria integrità emotività quale sente fortemente modulabile, la coincidenza didattica dei seminari tenuti dalla signora Francesca Viscardi Leonetti il cui metodo vede Lee Strasberg colonna portante, fa il resto. Ora è il tempo di onorare questo amore.


NOEMI ANGELONI

A tre anni sul suo primo set, “La mia musica”, ha deciso di fare l’attrice per le caramelle.
 A 6 anni tra pubblicità e teatro ha deciso di fare l’attrice perché non sapeva cosa diventare da grande e così poteva diventare tutto.
 A 13 anni ha scelto di fare l’attrice perché voleva contribuire a cambiare il mondo.
 A 18  tra “Carabinieri” e “Ti stramo” voleva fare l’attrice per prendersi l’affetto che le mancava.
A 22 continua a scegliere di fare l’attrice perché è uno dei suoi più grandi amori, nonché fonte di vita.


DAVIDE VALLICELLI
                        

Non ha ancora 33 anni ma lo scambiano spesso per Cristo.
A Forlì si diploma in Aeronautica e Tom, un suo personaggio, sogna che una folata di vento trasporti il suo aquilone in alto in alto.
Al Grande Fratello 10 decide di rivoluzionare la propria vita e dedicarsi interamente ad un sogno vero: la recitazione.
 Si forma al Centro Teatro Attivo con Ramorino,
Giorgetti e Perina, e sul
metodo Tadashi Suzuki.
La determinazione e il profondo rispetto per l'acting lo porta a trasferirsi a Roma, accademia a tempo pieno sul metodo Strasberg, la FreeMistakeProject di Francesca Viscardi Leonetti.
Recita in "Orizzonti" di Sibilla Barbieri.
Pilota di elicotteri, amante e professionista di paracadutismo e di sub, si arrampica e ritrova se stesso attraverso il contatto con la natura, con la montagna, con i boschi e con le sue svariate forme: la gioia di volare e di rischiare non lo abbandona mai né in aria né nella vita.


ENRICA GUIDI   

   
Tutto cominciò da bambina, quando aspettava con entusiasmo il 2 agosto perché era il compleanno del nonno e nel cortile organizzava il suo spettacolino estivo con tanto di imitazioni dei parenti e balletti. Lo studio della danza l’ha accompagnata per anni tanto da frequentare stages di Prodanza Italia/Usa con: Ana Labrada Cervantes (Yoruba Afro-Cuban the Orishas), Amy Cavasse (Contemporary Technique,Improvisation/Composition), Edisa Weeks (Contemporary Technique, Play/Process&Partnering); intanto si laurea in Medicina e Chirurgia: Scienze Motorie. Ma nella sua arte mancava l’espressione universale del linguaggio verbale, per questo il suo desiderio era quello di recitare. E visto che: “mai ti è dato un desiderio senza la possibilità di realizzarlo” lei l’ha scelto e lo sostiene.



VIVIANA ROSSI

Fin da piccolissima scopre il suo amore per il teatro,  che crescendo tradirà con  la musica, altro suo amore che l’accompagnerà per più di 10 anni. Col passare del tempo però, comprende come la musica e la recitazione possono essere benissimo due amanti da avere al proprio fianco vita natural durante e decide di non rimanere più sola e di avere TUTTO, senza dover per forza scegliere una sola via da percorrere. Questa è Viviana Rossi, che cresce come cantante su palchi di tutta Italia e continua a rimanerci recitando, frequenta la scuola Teatro Azione, continua il suo percorso come attrice facendo stage di biomeccanica e corsi di teatro danza. Attualmente è iscritta all’Accademia diretta da Francesca Viscardi “Free Mistake Project”. Per lei l’arte è vita ed è l’unico modo per non accontentarsi mai!


MAURO SCARPA


Laurea in Pedagogia. Abilitazione all'insegnamento di Filosofia e Storia. Lavora da 12 anni in progetti legati all'infanzia ed all'adolescenza con particolare attenzione alle tematiche legate all'abuso ed al maltrattamento. Collabora con ALI per giocare. Nel 2004 fonda La Strega dei Mille Colori, specializzata in gioco creativo. Scrittore, pubblica con Manni editore Le Metafole e numerosi racconti. Scrive per Coolclub e UnDueTreStella. Collabora con Nasca Teatri di Terra, sia come attore in Spoon River che come drammaturgo in Dov'è l'uomo nero. Lavora con Francesca Viscardi Leonetti in Non ci posso fare niente. Insegna Pedagogia creativa alla FreeMistakeProject.
Gaber denuncia col sorriso. Soprattutto gli schemi del comportamento, specie se sono costruiti per evitare una giusta dose di realismo, e di impegno. Un'idea resta un'idea se non diventa pane, sudore, parola e azione contemporaneamente. Le idee migliori sono quelle che si trasformano in cambiamento.


RICCHEZZA FALCONE

Nasce in Calabria, la Terra Rossa, Rossa come il sangue come il fuoco come il buon vino. Rossa come i suoi capelli. Emigra a Perugia, dove si laurea in Scenografia e Costume. Approda a Roma e lavora in cinema, televisione e teatro. Trasversalmente inizia un percorso di recitazione, che porta avanti per 14 anni. I suoi studi di fisica quantistica la spingono a lavorare con il corpo, non le chiedete perché, è così e basta. Lavora con Fanny Barens, Marion Nugnes, Susan Batson, Emir Kusturica, Martin Scorsese…
Ancora adesso ricerca la felicità attraverso i suoi muscoli, le sue vene, le sue ossa … e questa ricerca è infinita, vita dopo vita.


LORENZO ANGELI


Nasce a Milano nel 1964. Si diploma in Illustrazione alla Scuola Civica del Castello di Milano. Nel frattempo viene in contatto con qualcosa che lo segnerà indelebilmente: le Arti marziali. A Roma lavora come decoratore e scenografo (La bella selvaggia di Voltaire, regia di U. Gregoretti). Si diploma in Guarigione Naturale presso il PEM di Torino, diretto dal Prof. O. Fabbris. A New York dove vive per dieci anni, alterna l’attività di decoratore a quella di terapeuta di riequilibrio energetico. Studia respirazione taoista con M. Winn, meditazione e Qi – Gong con B. Smith e pratica il Falung – Gong. Partecipa in Messico ad un lavoro sulle tematiche di C. Castaneda sullo sciamanesimo, condotto dal dott. V. Sanchez. In Italia continua la sua attività di terapeuta e approfondisce le sue conoscenze su energie sottili e chakra con il prof. Zamperini. Ha insegnato tecniche di respirazione per la regione Lazio con l’accreditamento della Comunità Europea. Attualmente è responsabile del settore olistico della FMP.



FABRIZIO RAGGI

Attore, regista. Diplomato nel 1995 presso la Scuola Internazionale di teatro CIRCO A VAPORE di Roma .
Dal 1993 ha partecipato a vari stages di recitazione e di regia.
Ha lavorato in molte produzioni teatrali (più significative) con Albertazzi, Patroni Griffi, Proietti, Gregoretti, Calenda, Scaparro, La Manna, Croccolo, Martino.
In cinema ha collaborato con Grimaldi, Branciaroli, Herlitzca, Dannunzio, Carboni etc.. in Televisione vari protagonisti di puntata in telefilm e soap italiane. A diretto vari spettacoli, da autori come Dante  Alighieri, Alan Bennet, Manuel Puig, Choderlos de Laclos collaborando con la Viscardi Leonetti (FMP) in occasione di uno studio su “Le relazioni pericolose”.  Ha diretto opere di vari autori contemporanei italiani, e testi di propria produzione. Da qualche anno Collabora con la Free Mistake Project di Roma.


LUANA RICCI


Luana Ricci è una pianista, arrangiatrice, compositrice,organista e tastierista  diplomata con il massimo dei voti in pianoforte presso il conservatorio “T. Schipa” di Lecce e con il massimo dei voti in musica jazz presso il conservatorio “N. Piccinni” di Bari. Ha partecipato a numerose trasmissioni televisive accompagnando artisti come noa, r. zero, p. belli, e. ruggeri, m. ranieri, r. arbore, c. gasdia, a. ruggiero, pooh, l. dalla, f. leali , ha orchestrato musiche per film  e documentari., oltre ad avere una notevole attività nella musica jazz,gospel,pop,etno-world e sacra. Collabora a numerose incisioni discografiche (sony, wep/rca, parco della musica, ponderosa, nibbio, yellow, elledici, fly) e vanta numerose collaborazioni con musicisti famosi come  p. fresu,  m. moriconi, g. gaslini, r. casale, f. bosso, a. tavolazzi, g. pistocchi, a. vacca, l. pareti, s. cantini, cheryl porter, siena jazz big band.


CLAUDIA TORTORICI
   

Inizia a cantare 18 anni fa dall’incontro con il suo insegnante e grande amico Stefano Zanchetti.
Tra una esibizione e l’altra nei locali  si ritrova quasi per caso sul palco di un teatro e da lì non vorrebbe scendere più.  Frequenta la scuola di teatro La stazione di Claudio Beccaccini. Con Francesca Viscardi Leonetti comincia  il suo percorso di studi con il metodo Strasberg che la porterà a rendere più specifico ed umano il suo lavoro di cantante e di attrice.





SILVIA CORSI


Nasce a Torino, dove si diploma alla G.R.M. Scuola di Teatro di Giovanni Moretti e Alfonso Cipolla. Fonda e dirige l’associazione Polystyle e il Teatro delle Incognite, collaborando come autrice con il Museo della Resistenza di Torino, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l'Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare. Laureata in Letterature Moderne Comparate, nel 2002 ottiene il Master in Teatro e Comunicazione Teatrale profilo Drammaturgia, presso l'Università Normale e il Politeama di Pisa, dove studia con Dario Fo, Donatella Diamanti, Dacia Maraini. Lavora dal 2000 come attrice, autrice teatrale e docente. Continua la sua formazione con Anton Milenin, Emma Dante, Michela Lucenti e Francesca Viscardi Leonetti.







NON CI POSSO FARE NIENTE
ricchi, annoiati e pericolosi

Liberamente ispirato a Le Relazioni Pericolose di C. de Laclos
Regia e Drammaturgia Francesca Viscardi Leonetti

giovedì 3 e venerdì 4 giugno 2010

Installazione ore 20.00 - Mise en scène ore 20.30 - Party ore 22.00

Spazio Informale Via dei Cerchi 75 Circo Massimo Roma

Non ci posso fare niente è la frase che Valmont ripete alla Presidentessa di Tourvel nel momento in cui sceglie di abbandonarla. Non ci posso fare niente è l'atteggiamento delle persone che rinunciano ad assumersi la propria responsabilità. Non ci posso fare niente è un ritornello perverso, è una dichiarazione di resa personale, di scarsa consapevolezza rispetto alle cause ed agli effetti. Non ci posso fare niente è una società senza testa e senza emozioni.
Abbiamo bisogno di chiederci cos’ha tutto ciò a che vedere con noi, con il qui e ora dell’Italia del 2010?

Uno spettacolo divertente, inquietante, commovente
dedicato ai giornalisti di guerra, che hanno raccontato la crudeltà, assumendosi il rischio

Prenotazione obbligatoria
freemistakeproject@tiscali.it
06.93939440   328.8189949   348.8965252   339.6661424

Marchesa di Merteuil

Mattia Mor - Carla Manca - Francesca Viscardi Leonetti

Visconte di Valmont

Valeria Barreca - Silvia Corsi - Fabrizio Raggi

Mme de Tourvel

Alice Bellagamba

Cavaliere Danceny

Mattia Mor

Mme de Volanges

Silvia Corsi

Cècile Volanges

Valeria Barreca - Andrea Sacco

Mme de Rosemonde

Carla Manca

Il servo di tutti

Mauro Scarpa

Le Relazioni Pericolose, il romanzo di Laclos del 1782, probabilmente ispirato a una vicenda vera di corruzione di una minorenne da parte di una coppia di libertini, ci trasporta in un’epoca di aristocrazia decadente, bustini, lettere scritte con la piuma d’oca, carrozze e palazzine di caccia adibite a boudoir. Eppure, questo testo esercita una forza d’attrazione incrollabile che esula dall’esotismo del Settecento, come dimostrano le versioni teatrali e cinematografiche che punteggiano il ‘900. Qual è la ragione di questa forza? Da questa domanda parte il nostro progetto di messa in scena, che mescola contemporaneità e filologia in nome di una suprema ironia, accostando la Francia prerivoluzionaria all'edonismo degli anni '80, mettendo in luce i grotteschi giochi di potere che schiacciano i personaggi. La protagonista della vicenda è, per noi, la Presidentessa de Tourvel, l'unica ad avere un ruolo sociale definito, a operare attivamente all'interno della comunità di cui fa parte. Tutti gli altri personaggi non fanno nulla, se non dibattersi all'infinito in un’incolmabile solitudine e tentare di galleggiare - a colpi di ferocia o sotto un velo di inefficace buonismo - in una società ipocrita e senza pietà. E sembra non esserci scampo per l’innocenza, per l’amore, per la compassione laddove al cattolicesimo senza fede si oppone solo il materialismo cinico dei libertini, laddove vige il mors tua vita mea dei sentimenti, del prestigio sociale e dell’economia.

Aggressore e vittima, sadico e masochista, colpevole e innocente, giusto e sbagliato. All'interno di una relazione si tende ad attribuire ad ogni persona un ruolo preciso, statico, possibilmente pervaso da un giudizio etico. Ma una relazione è qualcosa di più (delle singole parti) e, soprattutto si nutre di comportamenti, aspettative, emozioni che cambiano continuamente. Ogni persona sceglie: può dire si, può dire no, può dire anche. Questo suo dire influenzerà l'altro (o gli altri), in un continuo gioco di rimandi, di aggiustamenti, di definizioni. Le relazioni pericolose, dunque, non le persone pericolose.
Le persone possono mettere in atto comportamenti d'amore e di morte, confondere il proprio bisogno col desiderio, legarsi ad altre persone, in un tempo e in uno spazio specifici. Le relazioni diventano pericolose quando le persone coinvolte non riconoscono la propria responsabilità nella costruzione, hanno un grado di consapevolezza diverso rispetto a ciò che mettono in atto, si ostinano ad interpretare un ruolo fisso che prevede risposte rassicuranti e mai domande nuove. Il libertino si definisce in rapporto con la conquista, il furbo con l'ingenuo, la vittima con l'aggressore. I significati si moltiplicano ma non si condividono.
Il pericolo reale, concreto è che tutti abbiano ragione, fino a morirne.



Francesca Viscardi Leonetti

col monologo ORGIA di Pasolini


nello spettacolo
L’INFERNO IN TESTA E IL PARADISO NEL CUORE

TEATRO SALA UNO
dal 14 al 19 dicembre 2010
 
Sycamore T Company
in collaborazione con
FMP – Free Mistake Project
presenta



Progetto di Roberto Fornara, Fabrizio Raggi e Alessio Pierro.

Testi di Roberto Fornara, Fabrizio Raggi
e canti tratti da “LA DIVINA COMMEDIA” di Dante Alighieri
 
Scenografia e Opere pittoriche proiettate Alessio Pierro

con
Fabrizio Raggi, Roberto Fornara, Francesca Viscardi Leonetti,
Selene Gandini, Mario Fedele, Marta Meneghetti, Matteo Spiazzi

Musiche Luigi De Carolis
Costumi Ricchezza Falcone

Regia
Fabrizio Raggi

In scena al TEATRO SALA UNO, dal 14 al 19 dicembre 2010, lo spettacolo L’INFERNO IN TESTA E IL PARADISO NEL CUORE, un progetto di Roberto Fornara, Fabrizio Raggi e Alessio Pierro, con testi di Roberto Fornara, Fabrizio Raggi, canti tratti da “LA DIVINA COMMEDIA” di Dante Alighieri e il monologo ORGIA di Pasolini. In scena Fabrizio Raggi, Roberto Fornara, Francesca Viscardi Leonetti, Mario Fedele, Matteo Spiazzi e si alterneranno nelle varie serate Marta Meneghetti e Selene Gandini. La regia è curata da Fabrizio Raggi.
Anime in viaggio, rilette attraverso la drammaticità dell' Inferno, passando per le tormentate melodie del Purgatorio, fino alle sinfonie del Paradiso. In tutto questo si fonde la modernità, il suo carattere ambivalente, il senso che ha avuto per l'umanità, il suo imprimersi nella cultura occidentale, l'individuo, lasciato a se stesso, è in completa balia delle forze dominanti. La relazione soggetto-ragione, l'individuo che esce da se stesso e parla all'altro e solo allora diviene libertà, solo allora crea davvero se stesso.

TEATRO SALA UNO
Roma - P.zza di Porta S. Giovanni, 10
Info e prenotazioni al nuovo numero: Tel. 06-88976626 –
Fax. +39 06.89531154 –  HYPERLINK "mailto:info@salauno.it" info@salauno.it -  HYPERLINK "http://www.salauno.it/" http://www.salauno.it/
E possibile prenotare anche tramite il nostro sito.
Orario spettacoli: In scena dal martedì al sabato ore 21 e la domenica ore 18
Prezzo biglietti: 15 – 12 –8 euro


UFFICIO STAMPA TEATRO SALA UNO
MAYA AMENDUNI
3475828061
mayaamenduni@gmail.com
mayaamenduni@virgilio.it



 

JUMPING IN AN EMPTY POOL PARTY
 

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giovedì 4 giugno 9 pm

Teatro Lo Spazio Via Locri 42/44 Roma

party di auto-compassione sulle markette
e la sterilità del mercato artistico italiano.

La piscina sembra vuota. Ci salto. Si riempie. Mi diverto.

L’artista ha questa responsabilità: se non salta non potrà nuotare, e la piscina resterà vuota. L’assenza di arte genera solo assenza di arte.
Se l’artista non si prende un rischio, e non ha fede nel pubblico, l’immagine rimane statica e l’arte rimane sterile.
JUMPING IN AN EMPTY POOL è un’installazione teatrale con jam-session, che vuole riflettere sulle conseguenze estreme di questa sterilità. Ci occupiamo di “mostri”, personaggi orribili del cinema, della letteratura e del teatro, non per un generico amore per la provocazione ma perché “il sonno della ragione genera mostri”, come scriveva Goya. Vogliamo interrogarci – noi registi, autori, casting director, noi operatori culturali, noi attori, noi artisti – sulla nostra responsabilità all’interno del MERCATO, sulla nostra capacità di generare mostri.




L’ARTISTA

Paul Sheldon, il protagonista di Misery non deve Morire, è il personaggio chiave della serata, e rappresenta l’artista che si sforza di eliminare il compromesso sulla propria identità, ne attraversa i rischi e si assume la responsabilità di aver creato, oltre a Misery, anche i “lettori di Misery”.
Ognuno di noi ha una Misery da uccidere. Una Misery che ci dà da mangiare, che in apparenza ci appaga, ma che in fondo non ci soddisfa, non nutre il nostro sogno. Paul Sheldon ha scritto Misery ed è diventato ricco e famoso, ma Misery lo ha fagocitato e intrappolato. Finalmente se ne rende conto e decide di non scendere più a compromessi con il suo sogno, uccidendo Misery e scrivendo il libro della sua vita. Ma non può essere così facile, non si può solo decidere e ottenere, c’è sempre un prezzo da pagare. Così la vita ti chiede: “Quanto ci tieni? Quanto sei disposto a lottare per realizzare i tuoi sogni?” e ti manda le Annie Wilkes. A questo punto comincia la lotta, il confronto con noi stessi. C’è chi molla e chi va oltre. Paul va oltre.
Paul Sheldon ci fa riflettere: il suo sforzo, il nostro sforzo.



IL MOSTRO

Ma JUMPING IN AN EMPTY POOL restituisce anche l’altra faccia della medaglia dando voce ai mostri generati dal sonno della ragione, alle Annie Wilkes che in assenza di nutrimento spirituale trasformano le proprie mancanze e i propri bisogni in violenza, indecenza, immoralità: Lady Macbeth, Aileen Wuornos, Pentesilea, Elisabetta d’Inghilterra, il Diavolo. E partiamo dalla nostra necessità come attori di non giudicare questi personaggi orribili, pericolosi, demoniaci, nel momento in cui li portiamo in scena: essi sono usati in questa serata nella loro interezza di esseri umani, di creature ferite, di animali sanguinanti.
“In Italia ho trovato difficoltà nel dirigere gli attori su conflitti aperti e personaggi antagonisti. Il pregiudizio è culturale, la falsa modestia e il buonismo impedirebbero ai nostri artisti di assumersi la propria natura al cento per cento, e li confinerebbe in un bisogno di approvazione e forte ansia da prestazione. Ecco l’inizio del mio percorso qui in Italia, e non finirò mai di ringraziare il mio mentore Susan Batson, che mi insegnò che “non esistono bassi motivi per essere Medea, solo bassi motivi per evitare la Medea che è in tutti noi”. E prima di lei Alessandor Fersen, quando diceva che gli italiani “non sanno litigare, sanno solo polemizzare”. E gli Stati Uniti, che culturalmente mi hanno dato il permesso di non giudicare ma semplicemente affrontare con fermezza il mostro dolente che è dentro di me e trasformarlo in arte” (Francesca Viscardi Leonetti).



LA FIGLIA DEL DRAGO

“La figlia del drago illumina la sua natura senza cambiare aspetto” (Nichiren Daishonin). Questo concetto/metafora/leggenda buddista secondo cui un essere mostruoso raggiunge in un solo istante l’illuminazione senza cambiare forma, aspetto, natura, può indicare in arte il percorso di estrema, rara compassione nei meandri di personaggi cruenti, pericolosi, orribili, border line, dove l’artista non giudica più, ma si offre totalmente al rischio dell’a-moralità dell’arte. L’alfa privativo è di rigore per poter attraversare umanamente i bisogni primari incontrollati e fenomenali del nostro inconscio.
“La figlia del drago illumina la sua natura senza cambiare aspetto”: il mercato non deve cambiare aspetto, ma può essere trafitto dall’illuminazione. Non possiamo continuare a ignorare l’influenza che abbiamo nel proporre costantemente al pubblico sottoprodotti culturali, lavori autoreferenziali pseudo-intellettualistici, la “sopravvivenza” dell’ego narcisista a scapito della libertà dell’arte. Non possiamo continuare a ignorare la vera missione a cui siamo chiamati nel momento in cui scriviamo, dirigiamo, produciamo.
Il Mostro, se lo sapremo porgere senza giudicarlo, da artisti a-morali quali vogliamo essere, sarà il nostro trampolino nella “empty pool” dell’etica, a cui attingere per entusiasmare di nuovo il mercato e per tornare a commuoverlo. Ricommuoverlo della propria vulnerabilità: coinvolgendo tutti coloro che questo mercato lo fanno e lo gestiscono in un’unica visione, quella degli adolescenti divertiti che eravamo, feroci, assolutisti, poeti italiani.